Vergine e Leone, due segni a confronto

"Per gran parte della mia vita ho cercato di ridimensionare me stessa. Ho cercato di diventare più piccola, più tranquilla, meno sensibile, meno caparbia, meno bisognosa. Perché non volevo essere ingombrante. Non volevo essere "troppo" e allontanare le persone. Volevo piacere alle persone.Volevo essere apprezzata e stimata.Volevo essere desiderata. E così per anni, ho sacrificato la vera me per rendere felici gli altri. Ed ho sofferto, ma sono stanca di soffrire, non voglio più sminuirmi. Non è mio compito attendere le aspettative degli altri su come devo essere. Io sono abbastanza. Non perché gli altri ritengono che io lo sia, ma perché esisto, e tanto basta per essere importante. I miei pensieri sono importanti. I miei sentimenti contano. La mia voce è importante. Non ho bisogno del permesso o dell'approvazione di nessuno, continuerò ad essere chi sono, io e la mia verità. Anche se questo allontanerà le persone, anche se questa scelta le irriterà. Io scelgo di occupare pienamente il mio spazio nel mondo. Ho scelto di soddisfare i miei bisogni. Ho scelto me stessa."
Daniell Keopke


Questo scritto di Daniell Keopke condensa, magnificamente, le immagini simboliche rappresentate dalla Vergine e dal Leone. L’astrologia è sempre complessa perché con essa si tende a ridurre a una definizione chiara contenuti che sono spesso in antitesi; così quando si parla del segno della Vergine si è portati a costringerlo in un immagine poco edificante che generalmente si riduce ad aggettivi quali: polemica, critica, maniacale, perfezionista o maniaca del controllo. Tutto vero, per carità, ma solo nella versione ‘ombra’ del segno che, naturalmente, ha anche un aspetto luminoso e un significato psicologico ben più elevato e complesso. Questo atteggiamento è tipico (e riguarda ciascuno di noi) di chi ha bisogno di attribuire delle caratteristiche rigide, degli schemi, che facciano da bussola nel mare magnum dei significati astrologici sempre difficili da conoscere nella loro interezza. 

Questo è uno dei motivi per cui nei miei corsi tendo a non dare schede di riferimento o appunti scritti. Perché date 4 definizioni su un simbolo, gli alunni (non per colpa ma per umana attitudine) tenderanno sempre a fare riferimento a quelle 4, dimenticando di esercitare quella che è la competenza primaria dell’astrologia: l’immaginazione, ossia la capacità di vedere con occhi diversi e creare sempre nuovi significati sulla base dei principii basilari universali di quel dato segno o pianeta. 

Detto ciò, psicologicamente parlando, il segno della Vergine può essere considerato in ‘antitesi’ con il Leone sul piano della visibilità e laddove il Leone tende a mettersi al centro dell’occhio di bue, la Vergine rappresenta la tendenza umana a tenersi in disparte, ad osservare piuttosto che essere osservati. In questo non c’è né merito né disonore, sono solo due funzioni che andrebbero utilizzate all’occorrenza (come certe medicine).  

Ma si sa, l’Io non ama le contraddizioni e pertanto, solitamente, nello scegliere una modalità di espressione tende a rifiutare l’altra. Ciò si traduce, quasi sempre, in una esasperazione di quella funzione , trasformando la capacità di osservazione e analisi della Vergine (che richiede di rimanere in disparte e non attirare l’attenzione per dedicarsi all’indagine del campo) in una “sminuizione” di sé. Nello stesso modo, la consapevolezza del valore di sé, rappresentata dal Leone, diviene un trionfo dell’ego. 

La poesia della Keopke ci ricorda che quando una Vergine si allontana dal significato originale del segno, ossia quello dell’integrità, di essere in sé compiuti, si finisce col tentare di controllare tutto, a cominciare da se stessi, arrivando a rinunciare ad esprimere chi veramente siamo. 

Eccoci quindi pronti a ridimensionare noi stessi, cercare di diventare più piccoli, meno ingombranti, perché abbiamo dimenticato l’insegnamento del passaggio precedente, il Leone (segno che non a caso precedete immediatamente la Vergine), che rappresenta il passaggio dello zodiaco in cui avremmo dovuto apprendere il  nostro valore, la nostra unicità e il nostro diritto ad esprimere noi stessi al di là del plauso esterno. 

Il Leone, nel suo significato più evoluto, ricorda alla Vergine, che i suoi pensieri sono importanti, che i suoi sentimenti sono importanti, che la sua voce lo è. Che non si può vivere per fare felici gli altri e che, il fatto semplicemente di esistere, dà il diritto a essere felici, indipendentemente dalle aspettative altrui. Essere se stessi, enunciare la propria verità, anche senza l’approvazione degli altri. 

In tal senso, l’egocentrismo del Leone si trasforma da boria in dignità, da orgoglio in valore di sé ed è il passo fondamentale per l’imminente Vergine che, solo avendo fatta propria la lezione del Leone, potrà portare a termine il suo compito: divenire integra, un Uno compiuto, capace di mettere ordine nel caos della vita, a cominciare da sé, e dunque pronta al passo successivo: la Bilancia, ossia la relazione con l’Altro. 

Perché, in fondo, come potrà mai funzionare una relazione, se vi entreremo temendo di dare fastidio, di recare disturbo?

Commenti

  1. Grazie per questo articolo, Asc Vergine, Luna in Leone. Finalmente un'idea per integrare! 🧡

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